Nei giorni scorsi, ad Ascoli Piceno, si è svolto un incontro dedicato alla Zona Economica Speciale e alle opportunità che questo strumento può offrire al nostro territorio. È stato un confronto importante, perché ha permesso di parlare della ZES partendo dalle esigenze concrete delle aziende: investimenti, autorizzazioni, tempi più certi e capacità di attrarre nuove attività. Per chi, come me, lavora quotidianamente al fianco di imprese, imprenditori e manager, si tratta di un’occasione da conoscere e trasformare in progetti concreti di crescita.
Che cosa può cambiare per le aziende
La ZES Unica, istituita nel 2024, è stata estesa alle Marche e all’Umbria con la legge 18 novembre 2025, n. 171.
Il suo obiettivo è creare condizioni più favorevoli per chi vuole investire, attraverso procedure amministrative semplificate, tempi più certi e strumenti fiscali destinati agli investimenti ammissibili nelle aree previste dalla normativa.
Uno degli aspetti più interessanti è lo Sportello Unico Digitale, attraverso il quale le imprese possono presentare una sola istanza per ottenere i titoli necessari alla realizzazione di determinati progetti. Durante l’incontro di Ascoli è stata evidenziata anche la possibilità, nei casi previsti, di arrivare al rilascio del titolo autorizzativo entro sessanta giorni. Per un imprenditore, poter programmare un investimento conoscendo tempi e procedure rappresenta già un importante vantaggio competitivo.
Un primo segnale positivo dal territorio
Nel corso dell’appuntamento è stato comunicato che nel Piceno sarebbero già emerse richieste collegate a circa 17,5 milioni di euro di investimenti ipotizzati, ancora da verificare e confermare.
È un dato che va letto con attenzione, ma rappresenta comunque un segnale importante: le imprese del territorio hanno voglia di investire, innovare e rafforzare la propria presenza sul mercato.
La sfida, però, non consiste soltanto nell’utilizzare le agevolazioni disponibili. Dobbiamo riuscire anche ad attrarre nuove iniziative imprenditoriali, rafforzare le filiere locali e creare le condizioni affinché il Piceno venga scelto come territorio nel quale insediarsi, produrre e sviluppare nuovi progetti.
Non soltanto incentivi
Sarebbe riduttivo raccontare la ZES esclusivamente come un beneficio fiscale. Per un’azienda, infatti, la possibilità di ottenere tempi più certi, procedure più chiare e un interlocutore definito può essere importante quanto l’incentivo economico.
Un investimento nasce da una decisione complessa. Richiede risorse finanziarie, competenze, autorizzazioni, fornitori affidabili e una visione di medio-lungo periodo. Quando i tempi amministrativi sono incerti, anche un buon progetto rischia di rallentare o di non partire.
La ZES può quindi diventare uno strumento utile per accompagnare interventi destinati all’ampliamento degli stabilimenti, all’acquisto di nuovi macchinari, alla transizione energetica e digitale e allo sviluppo di nuove attività.
Dall’opportunità al progetto
Nella mia attività professionale incontro spesso aziende che hanno idee e volontà di investire, ma non sempre dispongono del tempo, delle informazioni o delle competenze necessarie per orientarsi tra strumenti, procedure e possibili partner.
È proprio in questo passaggio che ritengo fondamentale creare connessioni tra le esigenze degli imprenditori e le professionalità in grado di fornire risposte concrete.
Non si tratta di inseguire ogni incentivo disponibile, ma di partire dai reali obiettivi dell’impresa: verificare la coerenza del progetto con la strategia aziendale, valutarne la sostenibilità, individuare strumenti e competenze necessari e trasformare l’opportunità in un percorso concreto e misurabile.
La ZES non garantisce automaticamente il successo di un investimento. Può però creare condizioni più favorevoli per le imprese che possiedono una visione chiara e un progetto solido.
Una sfida che riguarda tutto il territorio
Il Piceno arriva a questa opportunità dopo anni complessi, segnati dal terremoto, dalla perdita di attività produttive e dalla necessità di ricostruire non soltanto edifici, ma anche fiducia e prospettive.
Ora abbiamo la possibilità di presentarci non più soltanto come un territorio da sostenere, ma come un’area nella quale vale la pena investire.
Per riuscirci sarà necessario lavorare insieme: istituzioni, associazioni di categoria, professionisti, sistema finanziario e imprese. Serviranno informazione chiara, accompagnamento qualificato, infrastrutture e una vera strategia di promozione territoriale.
La ZES può diventare una leva per generare occupazione, innovazione e nuove opportunità. Ma il risultato dipenderà dalla nostra capacità di fare sistema e di trasformare le relazioni tra pubblico e privato in progetti reali.
È questa, a mio avviso, la sfida più importante: fare in modo che un’opportunità normativa diventi crescita concreta per le nostre aziende e valore duraturo per tutto il territorio.
CINTI CONSULTING