L’Intelligenza Artificiale sta modificando il modo in cui le imprese comunicano, analizzano i dati, gestiscono i clienti e organizzano il lavoro. Eppure, nelle Marche, il suo utilizzo è ancora limitato. Adottare l’AI non significa seguire una moda, ma individuare i processi da migliorare e trasformare la tecnologia in un vantaggio concreto.
Il ritardo digitale delle imprese marchigiane
Secondo le elaborazioni di Univpm e Camera di Commercio riportate dal Corriere Adriatico, soltanto un’impresa marchigiana su dieci utilizza almeno una tecnologia basata sull’AI, rispetto a una media nazionale del 16%.
Anche altri indicatori evidenziano un ritardo: il 60% delle imprese utilizza servizi cloud avanzati, contro il 72% della media italiana, mentre la digitalizzazione di base raggiunge il 67%, rispetto all’81% nazionale. Un dato positivo arriva invece dall’analisi dei dati, utilizzata dal 42% delle imprese marchigiane contro il 39% nazionale.
Un divario che rischia di aumentare
A livello italiano, l’adozione dell’AI nelle imprese con almeno dieci dipendenti è salita dal 5% del 2023 al 16,4% del 2025. La crescita, però, non è uniforme: secondo Istat, le grandi aziende procedono molto più velocemente delle piccole e medie imprese.
Le difficoltà non dipendono soltanto dai costi. Pesano la mancanza di competenze, la qualità dei dati disponibili e l’incertezza sui benefici reali, come evidenziato anche dall’OCSE. Per questo la domanda da porsi non dovrebbe essere «Quale strumento dobbiamo acquistare?», ma «Quale attività possiamo rendere più semplice, veloce ed efficace?».
Dalla tecnologia alle esigenze concrete
L’AI può aiutare un’impresa ad analizzare clienti e opportunità commerciali, qualificare i contatti provenienti dal sito, personalizzare le comunicazioni, velocizzare l’assistenza e automatizzare attività ripetitive. Può inoltre organizzare e interpretare i dati aziendali, offrendo un supporto più efficace alle decisioni e ai processi di vendita.
Il vero valore non nasce dall’introduzione indiscriminata di nuovi strumenti, ma dalla capacità di individuare le priorità e scegliere soluzioni realmente utili all’organizzazione.
Il valore della consulenza
Il mio approccio parte dall’ascolto delle esigenze dell’impresa e dall’analisi dei processi esistenti. L’obiettivo è comprendere dove l’Intelligenza Artificiale possa generare un beneficio misurabile: ridurre i tempi, semplificare le attività, migliorare la gestione dei clienti o supportare le decisioni commerciali.
Il percorso può iniziare da un progetto circoscritto, integrato gradualmente negli strumenti già utilizzati dall’azienda. In questo modo è possibile verificare i risultati, accompagnare le persone e sviluppare una trasformazione sostenibile.
L’AI deve restare al servizio delle persone
L’Intelligenza Artificiale non sostituisce relazioni, competenze ed esperienza. Può però liberare tempo dalle attività ripetitive, rendere più accessibili le informazioni e permettere alle persone di concentrarsi sulle decisioni e sulle relazioni a maggiore valore.
Per le imprese marchigiane rappresenta quindi una sfida, ma soprattutto un’opportunità. Non occorre rivoluzionare tutto immediatamente: è necessario partire da un’esigenza concreta, scegliere una priorità e costruire un percorso coerente. Perché il vero rischio non è sperimentare con prudenza. È restare fermi mentre il mercato continua a cambiare.
Fonti e approfondimenti
Istat · Imprese e ICT, anno 2025 →OCSE · AI adoption by small and medium-sized enterprises →